Facilitare ai poveri l'accesso alla sterilizzazione e all'aborto non significa contribuire alla loro felicità?

I ricchi sembrano disporre di un misterioso congegno chiamato eudemometro, apparecchio che permetterebbe di misurare la felicità; la loro valutazione è infatti basata sulle statistiche relative al reddito. Muovendo da questa convinzione, ritengono che la vita dei poveri non abbia senso, poiché hanno un reddito basso; pertanto - affermano - occorre impedire che i poveri abbiano bambini. La loro vita varrebbe la pena di essere vissuta se avessero accesso ai piacere e alla ricchezza, che ne apre la via. Quindi a questi si raccomanda l'aborto e la sterilizzazione, facendo credere loro che saranno meno poveri e, in premio, avranno accesso al piacere.

Ben più, la stessa cosa vale tanto per le nazioni quanto per gli individui: non c'è umiliazione peggiore per una nazione che la sterilizzazione in massa dei suoi cittadini. Questa mutilazione è rovinosa e accompagnata frequentemente da una menzogna, poiché si «offre», con il pretesto di un «aiuto ai Paesi poveri», ciò che nette metropoli occidentali viene talvolta imposto come punizione ai condannati per crimini sessuali.

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