Dal momento che la situazione demografica dell'Europa è tanto grave, perché sono così pochi i politici che se ne preoccupano?

La mancanza d'attenzione, di cui dà prova la maggior parte dei politici europei riguardo ai problemi demografici, è davvero stupefacente. Diverse ne sono le ragioni: anzitutto la maggior parte degli uomini politici considera i problemi del rispetto della vita umana non in funzione del bene comune, ma in funzione del loro elettorato. Se in loro predominasse la sollecitudine per il bene comune, privilegerebbero il lungo termine e accorderebbero ai problemi demografici il giusto posto che meritano. Ma gli uomini politici sono in generale più sensibili al corto e al medio termine. Si preoccupano principalmente del loro bene particolare: la rielezione, poi di piacere agli elettori che bisogna sedurre in vista dell'imminente campagna elettorale.

Anche gli uomini politici cristiani, che avrebbero specifici motivi per preoccuparsi di questi problemi, danno spesso prova di indolenza al riguardo. I parlamenti nazionali e quello europeo ne hanno offerto numerosi esempi. In particolare, è assolutamente scandaloso che politici cristiani abbiano apposto la loro firma a «leggi» che regolano l'aborto.

Non andrebbe infine perso di vista che l'ignoranza coltivata è la forma superiore di servitù volontaria, benché si debba riconoscere che essa trova rivali temibili nella malafede, nella corruzione e nella mancanza di coraggio1.

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  1. Si veda Alfred Sauvy, "Démographie et refus de voir", nel dossier collettivo L'enjeu démographique, Associazione per la ricerca e l'informazione demografica (APRD), Paris, 1981.

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