In che cosa la contraccezione praticata da talune coppie ha una dimensione politica? Non è una faccenda meramente privata?

a) Ciò che sul piano politico preoccupa è che la separazione radicale tra sessualità e procreazione consente l'intervento di un terzo - per esempio di un medico, delegato o no - nella più intima delle relazioni interpersonali. Il controllo della condotta sessuale degli sposi, cioè la fecondità, rischia di essere trasferito a una nuova classe di tecnocrati o allo Stato. Gli esempi della Cina e dei Vietnam sono purtroppo ben noti, ma si trascura di riflettervi. Così pure si trascura di meditare su altri casi altrettanto inquietanti, come quello del Brasile.1

b) È cosi la nostra società è testimone di due nuove forme di alienazione.

Vi si trovano bambini senza genitori e genitori senza bambini. I bambini nati fuori del matrimonio, dalla stessa madre ma da padri diversi sono maggioranza in numerosi Paesi dell'America latina. Privi dell'affetto familiare diventano delinquenti, spacciatori di droga, criminali; addirittura si prostituiscono. È il dramma dei ragazzi di strada. A tale proposito si osserverà che, se i bambini nati fuori del matrimonio sono l'espressione di un aspetto significativo dei fenomeni demografici nel Terzo Mondo, è urgente che si lavori per rivalorizzare la famiglia.

D'altra parte, se non è raro che vi siano bambini alienati dai loro genitori, sempre più frequente accade che gli sposi siano privati di quella conseguenza naturale della loro condotta che è la procreazione. Assistiamo qui al sorgere di una situazione inversa a quella denunciata da Marx. Per lui, infatti, la prole, i figli, erano la sola ricchezza dei lavoratori, quella di cui non venivano spogliati. I proletari descritti da Marx erano alienati dal prodotto del proprio lavoro, non dai loro bambini.2 Le coppie del XXI secolo rischiano invece di essere alienate dalle loro progenie.

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  1. Si veda Délcio da Fonseca Sobrinho, Estado e populaçâo. Uma História do Planejamento familiar no Brasil, Rio de Janeiro, Éd. Rosa dos Tempos e FNUAP, 1993. Sull'atteggiamento degli Stati Uniti e del governo brasiliano, si vedano pp. 91-100. Si rinvia infine a Carlos Penna Botto, "Explosão demográfica", nella Revista marítima brasileira (Rio de Janeiro), vol. 113, gennaio-marzo 1993, pp. 103-113.
  2. Hannah Arendt ha dedicato parecchie importanti pagine ai rapporti tra lavoro e procreazione nell'opera The Human Condition, University of Chicago, 1958 (tr. it. Vita activa. La condizione umana, Bompiani, Milano 1994), pp.68 ss.

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