Dove si trova la fonte dell’insegnamento della Chiesa sulla popolazione? Non è in una morale coniugale natalista?

Quello che la Chiesa dice sui problemi demografici si rinviene soprattutto nel suo insegnamento sociale, che, su questo punto, riceve dalla morale coniugale una particolare illuminazione1. Del resto, questa morale coniugale è orientata verso una parentela responsabile.

Tuttavia, molti non percepiscono che la morale sociale cristiana è tanto esigente quanto la morale coniugale della Chiesa.2 Ebbene, ciò che la Chiesa dice anzitutto nel suo insegnamento sociale è che non l'uomo è fatto per il mercato, bensì il mercato per l'uomo. La vita dell'uomo non può essere organizzata principalmente, se non esclusivamente, in funzione degli imperativi del mercato cosi come è concepito dall'ideologia liberale.

La Chiesa aggiunge che i problemi dello sviluppo e della popolazione sono originati dal generale egoismo di coloro che rifiutano di mettere in discussione il loro stile di vita, di convertirsi, e che perciò sono indotti a porre in questione il diritto dei più deboli alla vita.

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  1. L'insegnamento elargito da Giovanni Paolo II sulla vita, durante i primi dieci anni di pontificato, è stato oggetto di una raccolta di più di ottocento pagine. Si veda Giovanni Paolo II, Dieci anni per la vita, a cura di Giovanni Caprile e con presentazione di Carlo Casini, Soc. Coop. "Centro Documentazione e solidarietà", Roma, 1988. Si veda anche Le droit à la vie, Solesmes, Éd. de Solesmes (Coll. L'Enseignement des papes), 1981 e nella collezione "Ce que dit le pape", delle Éd. du Sarment-Fayard: De la sexualité à l'amour (n. 15); Se préparer au mariage (n. 7); L'euthanasie (n. 11).
  2. È quanto ha sottolineato Giovanni Paolo II nell'enciclica Veritatis splendor, nn. 95-101.

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