Il bambino non nato è un essere umano?

Persino le leggi che liberalizzano l'aborto iniziano proclamando il carattere umano dell'essere che, in taluni casi, autorizzano nondimeno a uccidere. L'articolo l della legge Veil-Pelletier, in Francia, è una tipica incoerenza a tale riguardo: "La legge garantisce il rispetto di ogni essere umano fin dall'inizio della vita. Questo principio non potrà essere in alcun modo violato, se non nei casi di necessità definiti dalla presente legge". Analogo rilievo per la legge italiana sull'aborto (22 maggio 1978, n. 194), che, dopo aver proclamato all'art. l la tutela della vita umana "dal suo inizio", pone i casi in cui è possibile praticare l'aborto (art. 6). Questa procedura è talvolta detta "tattica della deroga": si enuncia un principio indiscutibile, per subito dopo enumerare le condizioni o le circostanze in presenza delle quali quel principio non viene applicato. Simile modo di procedere si rinviene di regola nei progetti e nelle proposte di legge che concernono l'eutanasia.

Nel caso del bambino concepito, proprio perché è un essere umano si vuole impedire che egli nasca. Si sa che l'essere che si annuncia sarà ben presto un bimbo, poi un adolescente e infine un adulto. Proprio perché è destinato a essere un bimbo, un adolescente, un adulto lo si sopprime.

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