Il fatto è che ci sono gli aborti clandestini. Allora, per diminuirne il numero, non è meglio legalizzare l’aborto?

a) È accertato che il numero degli aborti clandestini è stato gonfiato per impaurire e far cambiare la legge. Da dove si trae questa certezza?

- Dalle dichiarazioni dei medici che hanno praticato aborti clandestini. B. Nathanson, per esempio, ritiene che il numero degli aborti clandestini negli Stati Uniti sia stato notevolmente esagerato.

- Dalla constatazione dell'effetto della legge sui tassi di natalità, che cadono dopo la legalizzazione.

b) L’esperienza francese - accanto a quella di altri Paesi in cui l’aborto è stato liberalizzato - mostra che la legge Veil-Pelletier non ha fatto scomparire gli aborti pudicamente denominati «non recensiti». Secondo alcune stime, questi ultimi sarebbero numerosi all’incirca come gli aborti recensiti; il loro numero, cioè, non è diminuito.

L’instaurarsi di una mentalità abortiva spinge inevitabilmente le donne ad abortire per motivi e in circostanze non previsti dalla legge. Dunque clandestinamente, e in cattive condizioni. Lo si comprende facilmente: poiché in democrazia proibire non ha senso, se non è prevista una sanzione, la depenalizzazione contribuisce di necessità a creare una mentalità abortiva che moltiplica il numero degli aborti legali e clandestini. Così, nella ex Unione Sovietica si era giunti talvolta a situazioni in cui si registravano più aborti che nascite.

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