Nei dibattiti sulla legalizzazione dell’aborto, alcuni hanno talvolta chiesto allo Stato decolpevolizzare l’aborto. Che significa questo termine?

Non paghi di vedere lo Stato legalizzare l’aborto, alcuni si aspettano che esso lo decolpevolizzi, che gli tolga cioè ogni connotazione che evochi una colpa.

a) La stessa parola di cui fanno uso rivela che essi avvertono sia pure confusamente che lo Stato, cosi come viene percepito nella nostra civiltà, oltrepassa la missione a lui affidata quando liberalizza l’aborto. Allora non esitano a chiedere allo Stato un intervento che comporti non solo un aumento delle proprie attribuzioni, ma anche un profondo mutamento nella sua natura. Lo Stato al quale si chiede di definire ciò che è bene e ciò che è male, di dire chi può vivere e chi può essere invece eliminato, è uno Stato che viene spinto dai suoi stessi cittadini verso la deriva totalitaria. La censura colpisce qui non solo l’espressione della verità, ma la verità stessa.

b) Si afferma così un nuovo linguaggio. È il trionfo del discorso ideologico, al quale devono piegarsi la realtà e i comportamenti. A un tale discorso si può eventualmente anche non credere, ma è in conformità a esso che si agisce. Questo nuovo linguaggio provoca la perversione della ragione e della coscienza morale, che comporta a sua volta la distruzione del senso della giustizia.

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