Si stenta a credere che un'istituzione così prestigiosa come l'ONU avalli politiche di «contenimento» demografico che comportano la pratica dell'aborto.

Dalla Carta di San Francisco (1945) si sa che l'ONU è un'organizzazione inter-statale composta di Stati sovrani. Orbene, in materia di demografia e di medicina, le istituzioni specializzate dell'ONU si comportano sempre più come se l'ONU fosse un'organizzazione superstatale, avente cioè autorità sugli Stati sovrani che la costituiscono.

Ben guardandosi dal farne una teoria, l'ONU si avvia a mettere in pratica una nuova versione della dottrina della «sovranità limitata». A poco a poco abbandona il suo ruolo di organo finalizzato al dialogo e alla concertazione per trasformarsi in organo direttivo che tende a limitare la sovranità dei suoi Stati membri.

Si tratta qui di un abuso di potere vero e proprio. Con il pretesto della politica demografica che esse dibattono, suggeriscono, e pongono in opera, le istituzioni specializzate dell'ONU inducono una mutazione nella natura stessa di questa organizzazione. Esse tendono a fare dell'ONU un'autorità sovranazionale al servizio di un grande mercato mondiale, di un «nuovo ordine mondiale».

Indizi convergenti e inquietanti portano a ritenere che l'ONU, con le sue agenzie specializzate, si stia trasformando in un'immensa macchina manipolata dagli Stati più ricchi del mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, per mettere in piedi ed esercitare a loro profitto un governo mondiale.1

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  1. Si veda per esempio, al riguardo, William F. Jasper, Global Tyranny… Step by Step. The United Nations and the Emerging New World Order, Appleton, Wiscontin, Western Island Publishers, 1992. Cfr anche James Perloff, The Shadows of Power. The Council on Foreign Relations and the American Decline, stesso editore, 1990.

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