La tolleranza non significa che tutte le opinioni sono rispettabili, ivi comprese quelle di coloro che proclamano l'aborto e l'eutanasia?

a) Le società democratiche emerse dall'età moderna fanno tutte riferimento all'universalità dei diritti dell'uomo. È su questo riferimento fondativo che vengono a innestarsi i diversi precetti positivi intesi a garantire tali diritti. Il diritto alla vita, alla libertà, alla proprietà è oggetto di disposizioni legali "variabili", ma sono sempre quei diritti fondamentali che vengono protetti. Sia il pluralismo come la tolleranza si esercitano dunque sempre nel quadro del rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo. In tal senso, si comprende ciò che è la tolleranza civile: non è altro che il riconoscimento e il rispetto delle persone. Ed è nel medesimo senso che lo Stato moderno è civilmente tollerante e pluralista.

b) Infirmano questa tolleranza civile coloro che derogano, per via legale, al diritto fondamentale alla vita dovuto a tutti gli esseri umani e che, di conseguenza, si arrogano il "diritto" di disporre dell'esistenza dei bambini non nati e degli esseri dichiarati "inutili".

c) Si costata allora che è con un curioso paradosso che la tolleranza civile viene oggi attaccata in nome della tolleranza dottrinale o del pluralismo dottrinale. In virtù di queste indicazioni, infatti, non si ha che etica "procedurale", poiché tutte le opinioni sono "ugualmente rispettabili". Se quindi prevale l'opinione secondo cui "tale categoria di esseri umani non è degna di vivere", gli esseri umani catalogati in questa rubrica -essa stessa definita dalla maggioranza- potranno essere eliminati legalmente.

d) Questa concezione della tolleranza dottrinale o del pluralismo dottrinale segna dunque, in una determinata società, il bando della tolleranza civile in nome della tolleranza dottrinale.

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